FANDOM


Le leggende narrano che la creazione della razza degli elfi risale all’inizio della Seconda Era, quando Kira soffiò la vita negli alberi che circondavano la Torre d’Avorio. Fin dalla sua nascita, il popolo elfico rimase all’interno della Foresta d’Avorio unito in un’unica grande nazione, retta dalla famiglia reale degli Eldarin e conosciuta anche come Impero Elfico. Qui svilupparono la propria civiltà in simbiosi con la natura, utilizzando le proprie capacità magiche per erigere costruzioni aggraziate ma resistenti che si integrassero con armonia con la foresta circostante.

L’Era dell’Ascesa fu caratterizzata dalla lunga guerra contro il Regno Umano dell’ovest; al termine del conflitto permase l’astio tra i due popoli. Diverso e decisamente amichevole fu il rapporto tra elfi e Primo Impero, tanto che Tarok, città umana, ospitò una grande comunità di elfi e altre comunità più piccole erano presenti in altre città dell’Impero.

Gli elfi non passarono indenni dal Grande Disastro: molti di coloro che si erano stabiliti nel Primo Impero, soprattutto quelli della città di Tarok, vennero investiti dalla magica ondata distruttiva, subendo profonde mutazioni sia esteriori che interiori e diventando coloro che in seguito vennero chiamati drow. I pochi sopravvissuti non mutati dall’ondata magica fuggirono assieme a nani, gnomi, umani ed halfling verso l’Isola Nuova, dove fondarono assieme ad essi la Repubblica. Gli elfi dell’Impero Elfico rafforzarono i propri confini, soprattutto ad est dove il Grande Disastro aveva creato una regione impervia e ostile, la Desolazione. Coloro che vivono dall’alba dei tempi nella Foresta d’Avorio sono chiamati elfi bianchi.

La catastrofe che ha colpito Entara ha costretto gli elfi bianchi a condividere Eldarin con altre razze, mentre coloro che non sono voluti rimanere sotto lo scudo hanno subito alcune mutazioni ed oggi sono chiamato elfi dei boschi, i quali vivono nelle terre selvagge ai margini della Foresta d’Avorio.

L’unica altra città che ospita comunità di elfi è Killian, che da millenni è casa degli elfi blu.

Darok, dominio dei drow (o elfi scuri) passata indenne al cataclisma, si è estesa anche in superficie, dove pullula di varie razze umanoidi al servizio del drago rosso, che domina quella regione.

L’Era dei Draghi è una grande incognita per elfi bianchi e drow, poiché finalmente si capirà se l’integrazione con le altre razze è avvenuta completamente o è stato solo un pretesto per rendere possibile la convivenza sotto gli scudi.



ELFI BIANCHI Modifica

  • Capacità Speciali: Visione crepuscolare, Immunità al sonno, Resistenza all’ammaliamento, Competenza bonus (spada lunga, stocco, arco corto, arco lungo), Affinità a un’abilità (Ascoltare), Affinità a un’abilità (Cercare), Affinità a un’abilità (Osservare), Vista Acuta
  • Modifiche alle caratteristiche: +2 Int, -2 Cos
  • Classe preferita: Mago
  • Allineamento tipico: qualsiasi neutrale
  • Divinità prescelta: Kira


Fin dall'inizio delle ere la Foresta d'Avorio è stata la casa degli elfi bianchi, dove poter vivere a contatto con la natura più selvaggia e primitiva. Solo in due occasioni hanno dovuto condividerla con altre razze: durante la guerra con l'Antico Regno Umano ed il giorno in cui le meteore comparirono nei cieli di Ero. Seppur meno tragico di una guerra, anche quest ultimo evento ha scosso non poco la statica e consolidata civiltà degli elfi bianchi.

Probabilmente nessuna razza su Ero potrà mai comprendere il sacrificio di questo popolo, che fa della propria cultura motivo di orgoglio e di superiorità verso gli altri e che senza apparenti ostacoli ha consentito ad umani, halfling e nani di insediarsi nei propri territori. Le leggende narrano che Kira stessa sia apparsa all'intero suo popolo, spiegando i motivi di quel sacrificio, che avrebbe permesso di salvare esseri appartenenti alla Creazione.


Tratti caratteriali

Gli elfi bianchi sono un popolo orgoglioso, arrogante e stoico che poco tollera le altre razze. La loro incredibile bellezza è controbilanciata dalla loro natura gelida e superba; si considerano superiori a qualsiasi altra razza di Ero, compresi gli elfi dei boschi e gli elfi blu. Si pongono in modo neutrale di fronte a tutto ciò che non li riguarda più per una mancanza di interesse che altro; tuttavia in seguito al cataclisma hanno compreso che talvolta l’indifferenza può essere solo una fragile illusione.

Sono estremamente riluttanti a fidarsi di coloro che non appartengono alla loro razza, ma assai propensi a denigrare e colpevolizzare chi non la pensa come loro.

La priorità di ogni elfo bianco è quella di preservare la vita in ogni sua forma e proteggere la proprio casa con tutti gli elfi che la abitano, cosa questa che denota un forte senso di fratellanza all’interno della foresta che tende ad emarginare chi non ne fa parte. Raramente un elfo bianco può essere definito “buono”, mentre coloro che si rivelano malvagi vengono allontanati dalla comunità. Non amano i cambiamenti e quando questo avviene, solitamente è perché non vi sono alternative.

Gli Elfi Bianchi venerano Kira come la loro madre e nessun altra divinità viene reputata importante.

L’allineamento di un elfo bianco è solitamente neutrale.


Relazioni

Gli elfi bianchi sono fermamente convinti della loro superiorità naturale su tutte le altre razze, compresi gli elfi dei boschi i quali solo considerati dei “figli selvaggi”.

Gli elfi bianchi hanno sempre avuto rispetto e fiducia nei nani di pietra, nonostante i loro modi considerati rudi e poco educati, accettando da subito il loro insediamento nelle miniere di Eldarin. Purtroppo l’insofferenza dei nani per la situazione di esuli è stata presa dagli elfi come mancanza di riconoscenza, e questo ha progressivamente deteriorato i rapporti tra le due razze che in passato hanno combattuto fianco a fianco.

Viceversa è stato per l'impatto con gli umani; considerati sporchi, rumorosi, pieni di vizi e debolezze, ci sono voluti almeno 2 secoli perchè gli elfi vedessero in loro qualcosa di più che degli animali. Gli elfi hanno progressivamente accettato la loro presenza, senza peraltro mai concedere loro niente che non fosse guadagnato con il sudore.

Hanno rispetto verso gli uomini del gelo, anche se mantengono un distacco tale da non consentire ancora l'uso della parola amicizia tra i due popoli. Verso gli uomini del ferro c’è meno apertura e più diffidenza a causa dei trascorsi storici che un popolo longevo come quello degli elfi non ha dimenticato.

Gli halfling sono invece per gli elfi un fastidio di fondo, mai troppo intenso da provocare reazioni drastiche, ma sufficiente a fargli storcere il naso non appena uno di essi gli passa vicino. Talvolta può capitare che l'indole scherzosa di mezzuomo faccia increspare le labbra ai signori di Eldarin, i quali non ammetteranno mai che si trattava di un sorriso.

Verso i mezzelfi sono distaccati ma comunque cortesi: agli occhi di un elfo bianco, un mezzelfo è un essere da compatire ma da evitare per i difetti che il suo sangue impuro gli ha trasmesso. Solitamente li emarginano nel quartiere umano o li tengono in casa assieme alla servitù.

Per quanto riguarda i mezz’orchi, gli elfi bianchi evitano di incrociarli e cercano di allontanarli dai propri confini. Non indugiano ad attaccarli al minimo accenno di pericolo, perché questa razza ha in passato inferto duri colpi al popolo di Eldarin.

Nei confronti dei drow gli elfi si pongono con circospezione e diffidenza. Quando un elfo bianco incontra un drow lo potrebbe persino attaccare se è evidentemente ostile, mentre se le sue intenzioni sono amichevoli, cioè disarmato e senza protezione alcuna, un elfo bianco potrebbe anche essere spinto a curarlo se in pericolo di morte.


Tratti razziali

Un elfo bianco si presenta come un essere aggraziato, minuto e di una bellezza che trascende il tempo. Rispetto alla razza umana l’elfo bianco è più basso di circa 20 centimetri (in media 1.65-1.45m), anche se esistono delle rarissime eccezioni, ed è decisamente più slanciato e leggero. Il colore della pelle è di solito chiaro e caldo, di tinte rosate; esistono anche alcuni rari elfi pallidi, con la pelle dalle sfumature grigiastre. Il colore dei capelli di solito è biondo, nero o castano, ma esistono elfi bianchi dai capelli di colori più insoliti come rosso o grigio; spesso il colore dei capelli stacca vistosamente dal colore della pelle, mettendo in risalto il viso che è il punto focale della bellezza elfica. Gli occhi sono solitamente di un grigio caldo e profondo con screziature verdi o marroni; esistono anche elfi bianchi dagli occhi verdi o ambrati ma sono rare eccezioni. Gli elfi bianchi vestono solitamente in maniera comoda e nei colori della natura; sono molto rari i casi, al di fuori dei nobili, dei maghi e dei bardi, di elfi bianchi vestiti in abiti sfarzosi o sgargianti. Gli elfi bianchi raggiungono la maturità dopo un secolo circa di vita e vivono circa 600 anni.


Classi consigliate

Gli elfi bianchi sono tra i migliori ranger di Ero. Sono anche ottimi maghi ed il loro legame ed amore verso la natura genera numerosi druidi. Grazia e delicatezza ed una predisposizione naturale per le arti fanno si che fra i bardi più famosi di Ero molti appartengano a questa razza. I chierici venerano solitamente Kira, unica divinità adorata dagli elfi bianchi.




ELFI DEI BOSCHI Modifica

  • Capacità Speciali: Visione crepuscolare, Immunità al sonno, Resistenza all’ammaliamento, Competenza bonus (spada lunga, stocco, arco corto, arco lungo), Affinità a un’abilità (Ascoltare), Affinità a un’abilità (Cercare), Affinità a un’abilità (Osservare), Vista Acuta
  • Modifiche alle caratteristiche: +2 For, +2 Des, -2 Cos, -2 Int
  • Classe preferita: Ranger/Druido
  • Allineamento tipico: qualsiasi neutrale, tendente al caotico
  • Divinità prescelta: Kira


Quando i draghi decisero di far calare sulla Foresta d’Avorio lo scudo magico, alcuni elfi che vivevano in simbiosi con la natura preferirono condividerne il destino e rimasero all’esterno di tali difese. Gli elfi dei boschi (conosciuti anche come elfi selvaggi) guidati da alcuni druidi hanno scelto uno stile di vita nomade: come un branco si spostano all’interno ed ai margini della Foresta d’Avorio sconfinando anche nelle terre selvagge. Questo comportamento è eredità dei secoli successivi alla caduta delle meteore, quando la scarsità di approvvigionamenti di cibo ed acqua li costringeva a spostarsi frequentemente. Vivono in accampamenti che le femmine del gruppo montano e smontano periodicamente, mentre i maschi si occupano della caccia e di pattugliare le nuove zone di insediamento.


Tratti caratteriali

Un millennio di questa vita ha imbarbarito gli usi di questi discendenti degli elfi bianchi: la loro vita è improntata solo alla sopravvivenza nei boschi: è questa, per loro, la fonte della massima felicità. Non apprezzano l'arte e la musica raffinata e sono di gusti semplici: per loro la musica migliore sono le foglie che stormiscono al vento, l'ululato dei lupi o il battere dei tamburi attorno ad un fuoco.

Sono gente molto riservata, per questo sono disposti a sopprimere anche quelli che non sono animati da cattive intenzioni nei loro confronti qualora venisse violata la loro privacy. Questo non deriva da malvagità, ma solo dal desiderio di essere lasciati in pace. Comunque di solito entrano in contatto con esterni solo quando lo vogliono loro, essendo la loro presenza nell’ambiente quasi impercettibile ai più, quasi fossero spiriti dei boschi.

Gli elfi dei boschi prendono le decisioni in armonia, ascoltando il parere di tutti e prestando attenzione alle parole dei saggi. Il loro modo di vivere è molto folkloristico: amano accendere fuochi attorno ai quali raccontare vicende di vita e leggende della foresta, danzare al ritmo dei tamburi ed imitare i comportamenti degli animali più nobili. Sono molto passionali, violenti e di temperamento focoso, ma fondamentalmente sono pacifisti anche se in presenza di pericolo non sono certo i secondi ad attaccare. Spesso si dice che gli elfi dei boschi siano selvaggi e instabili; in realtà si tratta di creature molto emotive, che si basano sul cuore e non sulla mente e sanno per istinto qual è la verità.

Come i druidi, pregano Kira in quanto entità che identifica l’intera Creazione e per questo non sentono la necessità di pregare la dea presso i templi, guadagnandosi l’indignazione degli elfi bianchi che spesso cercano inutilmente di riportarli sulla retta via della Chiesa. Non odiano la civilizzazione a priori ma chiunque voglia tagliare un albero o uccidere un animale, deve farlo con criterio e per motivi ritenuti validi secondo la loro logica. Nelle città sono come pesci fuor d’acqua per cui vi si recano solo per barattare prodotti artigianali con altri materiali o per scambiare informazioni. Gli elfi dei boschi si alleano più spesso con gli animali della foresta che non con i propri simili.


Relazioni

Non sono interessati a quel che accade nel resto del mondo, a meno che non interferisca con la loro esistenza; in tal caso, eliminano la causa di disturbo e tornano ai loro boschi appena possono. Sono più tolleranti verso gli elfi bianchi per la diretta discendenza che hanno con questi, ma non è raro che tra membri delle due razze scoppino diverbi sui modi di vivere la natura. I più socievoli tra gli elfi dei boschi si propongono come guide attraverso le terre selvagge. Sono acerrimi nemici dei barbari del sud, dai quali vengono cacciati senza pietà quando sconfinano nei territori delle Piane.


Tratti razziali

Sono di corporatura simili agli elfi bianchi, anche se un più tonici; la pelle è leggermente abbronzata e adornata con tatuaggi, i capelli vanno dal biondo al color rame. Gli occhi sono generalmente castani o verde intenso. L'abbigliamento degli elfi dei boschi è decisamente meno vistoso di quello che normalmente ci si aspetta da un elfo: a loro interessa solo mimetizzarsi al massimo con l'ambiente circostante, quindi si vestono di marrone scuro e di verde. Gli elfi bianchi raggiungono la maturità dopo un secolo circa di vita e vivono circa 600 anni. Solitamente i nomi degli elfi dei boschi cambiano con il passaggio all’età adulta (40 anni); da fanciulli il loro nome riflette una caratteristica particolare e viene poi sostituito da uno che richiama un aspetto della natura.


Classi consigliate

Lo stile di vita degli elfi dei boschi li ha resi ranger silenziosi ed esperti delle terre selvagge. Molti sono anche barbari, feroci e spietati quando si tratta di difendere le proprie dimore silvane. In questo popolo la figura del chierico viene sostituita da quella del druido.




ELFI BLU Modifica

  • Capacità Speciali: Visione crepuscolare, Immunità al sonno, Resistenza all’ammaliamento, Competenza bonus (spada lunga, stocco, arco corto, arco lungo), Affinità a un’abilità (Ascoltare), Affinità a un’abilità (Cercare), Affinità a un’abilità (Osservare), Vista Acuta
  • Modifiche alle caratteristiche: +2 Des, -2 Cos
  • Classe preferita: Mago
  • Allineamento tipico: qualsiasi legale, tipicamente buono
  • Divinità prescelta: Kira


Durante i secoli di storia della Repubblica, gli elfi blu hanno avuto modo di integrarsi perfettamente con le altre razze, perdendo il fare altezzoso dei cugini della Foresta d’Avorio. Agli albori della civiltà della Repubblica, vi era molto rimpianto per la vita del passato nello splendore del Primo Impero; questa malinconia si è trasformata in speranza e volontà, che ha consentito di ricostruire un regno forte e solido assieme alle altre razze. Il cataclisma è certamente stato un altro duro colpo per gli elfi blu, la cui longevità fa si che le ferite di un popolo si cicatrizzino solo dopo secoli.

In mezzo agli altri i loro modi gentili e delicati ed il loro gusto nel vestire risaltano all’occhio infondendo un senso di ancestrale rispetto.


Tratti caratteriali

Pur mantenendo la finezza e l’eleganza dei loro cugini della Foresta d’Avorio, gli elfi blu hanno acquisito nei secoli un carattere socievole e benevolo, tipico del regno in cui vivevano. Anche loro amano preservare la vita, ma si impegnano anche a migliorarla dimostrando grande altruismo. Non è totalmente scomparso il loro senso di superiorità verso gli altri, che però quasi sempre viene usato per giustificare i comportamenti altrui, non per condannarli. E’ tuttavia raro che un elfo blu cambi la propria idea su una persona dopo la prima impressione.

Hanno una visione ottimistica della vita, che li porta ad essere molto dinamici e predisposti a nuove sfide, caratteristica acquisita da millenni di convivenza con gli umani.

La pazienza e la comprensione sono le loro caratteristiche peculiari. Molti di loro sono diventati saggi di rinomata fama anche per la loro longevità, e non è raro trovarli al comando di importanti istituzioni di Killian.

Rispetto si loro cugini della Foresta d’Avorio, sono più curiosi verso il mondo e per questo amano viaggiare. Sono fedeli a Kira in quanto creatici della razza, ma non in modo fanatico, tanto che molti di loro si recano nei templi di Darak ed Elac a rendere omaggio alle divinità.

Hanno un allineamento prevalentemente buono e non-caotico.


Relazioni

Sentono un senso di appartenenza al popolo di Killian, indipendentemente dalla razza e non è raro vederli in matrimoni misti con umani. Per questo i mezzelfi nati a in queste terre crescono in un ambiente che li accetta.

Si pongono in modo benevolo verso qualunque razza riconoscano come amica o che comunque risulti condividere i principi fondamentali di libertà e rispetto; danno a chiunque la possibilità di conquistare la loro fiducia.

I matrimoni con umani non sono rari, ma devono superare numerose prove prima di divenire realtà.

Sono acerrimi nemici dei barbari nomadi del sud per la loro nota indole aggressiva ed intollerante. Con i drow sono estremamente diffidenti e cercano di tenersene alla larga.


Tratti razziali

Simili agli elfi bianchi della Foresta d’Avorio, gli elfi blu hanno tuttavia una pelle più scura ed abbronzata ed i capelli di colori più chiari, prevalentemente biondi o rossi; rispetto ai loro cugini del continente, sono anche più alti (1.70-1.50m). Il loro nome deriva dal fatto che sono gli unici elfi a presentare occhi di colore blu intenso, colore che predomina rispetto ai grigi verdi e ambra degli elfi bianchi. Gli elfi blu di solito vestono in maniera più vistosa degli elfi bianchi avendo assimilato il gusto per lo sfarzo dei loro compatrioti umani ed halfling. Come molti altri abitanti di Killian prediligono gli abiti in tinte di blu e giallo.


Classi consigliate

Gli elfi blu sono esperti ranger pratici dei boscosi territori attorno a Killian ed ineguagliabili esploratori per conto del Senato. Numerosi si dedicano alle arti arcane diventando sapienti maghi. Altri ancora usano la magia per guadagnarsi da vivere in modo pacifico nei propri viaggi e studiano l’arte bardica.




DROW Modifica

  • Capacità Speciali: Visione crepuscolare, Immunità al sonno, Resistenza all’ammaliamento, Competenza bonus (spada lunga, stocco, arco corto, arco lungo), Affinità a un’abilità (Ascoltare), Affinità a un’abilità (Cercare), Affinità a un’abilità (Osservare), Vista Acuta, Scurovisione, Incantesimo razziale (Oscurità), incantesimo razziale (Vedere invisibilità), Sensibilità alla luce, Resistenza agli incantesimi.
  • Modifiche alle caratteristiche: +2 Des, +2 Int, +2 Car, -2 Cos
  • Classe preferita: Mago
  • Modificatore di livello: +2. I drow avanzano lentamente
  • Allineamento tipico: tipicamente malvagio
  • Divinità prescelta: Heli


La razza dei drow nacque a causa del Grande Disastro, quando gli elfi abitanti del Primo Impero investiti dall’esplosione magica subirono profonde modificazioni interiori ed esteriori.

Con lo scopo di nascondersi alla luce del sole, per loro letale, i drow si diressero verso le montagne a sud del Primo Impero, le quali ospitavano le rovine della città nanica di Khardak, abbandonata secoli addietro ed infestata di goblin e altre creature del sottosuolo. I drow, sotto la guida di Dhall e con la benedizione di Hiamar (divinità ormai scomparsa) conquistarono la maggior parte dei cunicoli scacciando i loro antagonisti nelle grotte più profonde e diedero un nuovo nome alla loro città: Darok (Cielo Scuro). Si organizzarono in un regno comandato dal Dhall stesso che prese il titolo di Arconte e da quel momento diventarono gli indiscussi padroni del sottosuolo.

Con la conquista della città la situazione dei drow non migliorò in quanto l’impossibilità di uscire alla luce del sole ne limitava la capacità di cacciare e raccogliere cibo, e quindi impediva lo sviluppo della loro società. L’attività mineraria di cui ormai i drow erano esperti risultò la salvezza per questo popolo. Infatti durante uno scavo di una galleria venne portato alla luce un fiume sotterraneo ricco di pesce che risolse il problema della sussistenza del popolo drow. In altre occasioni vennero scoperti due nuovi minerali: la termite, usata per l’illuminazione della città sotterranea e, ancora più importante, il gradinor. Fu quest ultimo la scoperta più importante per il popolo drow in quanto le sue particolari proprietà permettevano loro di restare alla luce del sole per un tempo seppur limitato, senza subire alcun danno.

Durante il cataclisma Darok venne protetta dalla magia di una femmina di drago rosso, Cyragord, la quale pretese obbedienza assoluta dal popolo drow rivoluzionando la società degli elfi scuri. Il culto di Hiamar è scomparso assieme alla dea, sostituito dalla venerazione nei confronti di Cyragord. La dragonessa si è circondato di potenti maghi, che la aiutano a scoprire nuovi poteri magici.


Tratti caratteriali

La vita sotto lo scudo ha reso i drow (chiamati anche elfi scuri) più aperti verso le altre razze, nel senso che non hanno più l’istinto di aprire la gola al primo straniero che incontrano. La loro attitudine rimane quella di considerarsi il popolo superiore e più forte rispetto alle fragili razze che conducono una vita facile di superficie. Per fare ciò ai drow viene insegnato fin da piccoli a primeggiare a livello sociale ed a perseguire potere e prestigio. La società, diventata matriarcale, non ha ammorbidito il cuore degli elfi scuri. I drow sono esseri arroganti e superbi con un senso dell’onore contorto. Un drow è imprevedibile e taciturno e non si fida neanche dei suoi simili. Quando parla lo fa con un tono di voce pacato e basso, abitudine derivante dalla possibilità nel sottosuolo che una voce troppo squillante venga amplificata e che orecchie non volute sentano discorsi privati.

I drow, pur essendo molto scaltri, hanno un punto debole: la superbia. Il fatto di considerare inferiori gli individui delle altre razze li porta in certi casi ad abbassare la guardia.

Solitamente gli elfi scuri non esternano rispetto e timore verso chi gli è superiore in grado e/o forza, considerandola una debolezza. Invece non perdono occasione per umiliare gli inferiori davanti agli altri.

Tutti i drow, ad eccezione dei nobili, iniziano la loro ascesa nella scala sociale ai livelli più bassi, e per tutta la vita l’obiettivo principale sarà accrescere il loro status all’interno della comunità.

La società drow è spartana: a governare è il più forte o il più scaltro. Frequenti sono i tradimenti all’interno del potere.

L’allineamento di un drow è sempre malvagio.


Relazioni

I drow si sentono superiori alle altre razze per essere sopravvissuti da soli in condizioni terribili e per questo disprezzano gli inferiori, considerandoli alla stregua di insetti da schiacciare. Un odio ancestrale e profondo è rivolto agli elfi (indipendentemente dalla loro sottorazza) i quali rappresentano il passato di luce di tutti i drow, adesso divenuto un presente di tenebre e avversità. Nel corso dei secoli questioni di convenienza hanno spinto i drow a contatti commerciali con il mondo esterno e soprattutto con gli umanoidi insediatisi nel distretto superficiale di Darok. Umani, mezzelfi e mezz’orchi che qui vivono sono accettati dai drow perché si sono dovuti adattare ad un ambiente estremamente ostile, come in passato gli elfi scuri.

Accettano la presenza duergar nel sottosuolo (anche se odiano la loro sporcizia) perché li considerano un popolo da rispettare essendo sopravvissuto a numerose difficoltà nel corso della storia, proprio come gli elfi scuri.

Verso le altre razze c’è diffidenza e per questo di solito i drow avventurieri tendono a girare incappucciati ed a rivelarsi solo se l’interlocutore risulta inferiore. Quando entrano in luoghi civilizzati cercano di trattenersi dal reagire agli sguardi torvi, i commenti taglienti e le accuse delle altre razze, riservando la vendetta a momenti e luoghi più opportuni.


Tratti razziali

I drow sono simili fisicamente agli altri elfi (altezza mezia 1.60-1.35m), ma con alcune caratteristiche peculiari. I drow hanno la pelle di colore grigio scuro tendente al nero ed i capelli bianchi o grigio chiaro, per molti simbolo evidente della loro corruzione. Hanno occhi di colore azzurro o viola pallido. Vestono di solito capi attillati di colori variabili fra il nero, il grigio ed il viola. I drow di ceto superiore ostentano abiti molto più ricchi di quelli di ceto inferiore e gli appartenenti alle classi combattenti indossano sempre la propria armatura, decorata in maniera superba se il drow è un importante ufficiale, per riflettere la loro posizione nella società. I drow sono leggermente più longevi degli altri elfi arrivando talvolta alla soglia dei 700 anni.


Classi consigliate

I drow sono guerrieri tanto abili quanto cruenti e possono abbinare tali doti a quelle più sottili dei sicari. Sono anche potenti maghi e la Torre del Ragno di Darok è il più importante centro del potere arcano su Entara, al pari di Arcanum. I ranger drow solitamente controllano i cunicoli che si dipartono da Darok verso le altre zone di Entara.

I chierici drow, pochi rispetto ai tempi passati, venerano Heli, sorella di Hiamar, ma non sono ben visti da Cyragord che tuttavia li sopporta per evitare una nuova guerra civile.

I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.