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Vi sono leggende discordanti riguardo la creazione di questa razza: la tradizione dei nani di pietra narra che fosse stato Trerar, durante la Seconda Era, a plasmare questi esseri direttamente dalla roccia grezza, a sua immagine e somiglianza. I nani argentei fanno invece risalire le proprie origini sempre alla Seconda Era, ma secondo questi l’artefice fu Darak.

Da qualsiasi punto inizi la storia di questa razza, è indubbio che gli antenati dei guerrieri di Nair e di Killian si insediarono fin da subito nelle montagne a est della Foresta d’Avorio, ancora uniti in un’unica razza; leggende di Nair vogliono che Trerar stesso, per proteggere i propri figli dal primitivo mondo selvaggio, avesse depositato al centro di Ero il proprio scudo, generando la catena montuosa chiamata appunto Scudo di Trerar.

La dedizione per il lavoro fece dei nani abili minatori: costruirono le proprie città sotto le montagne ed iniziarono un’intensa attività di estrazione e lavorazione dei metalli. Suddivisi in tenaci clan familiari, vissero in pace tra loro, spesso suggellando patti d’amicizia con matrimoni.

Con il passare dei secoli l’abnegazione al lavoro di alcuni clan venne meno, attratti dal mondo di superficie; i nani iniziarono a lasciare le città sotterranee e si spostarono nelle fertili pianure ai confini del Primo Impero. Molte grotte e cunicoli caddero in disuso e si riempirono di creature malvagie; i nani a quei tempi trovarono più comodo seguire l’esempio di coloro che si erano diretti ad est, abbandonando progressivamente le montagne.

Un esiguo numero di nani rimase a Dorwelg, isolati e dimenticati da tutti e circondati da goblin ed altri esseri che erano ormai i padroni dello Scudo. E’ in questo periodo, a metà dell’Era delle Razze, che ha inizio la storia dei duergar o nani del sottosuolo. La società di coloro che rimasero a Dorwelg subì infatti un imbarbarimento negli usi e costumi ed il colore della loro pelle mutò in nero carbone, generando così una sottorazza.

Mentre la civiltà dei duergar proliferava, i nani di pietra vissero per secoli nel Primo Impero assieme a elfi, umani ed halfling praticando l’artigianato e la lavorazione della pietra, tramandando le arti dei propri antenati.

Il Grande Disastro (e la conseguente distruzione del Primo Impero) venne interpretato da alcuni saggi come una punizione di Trerar: vari clan dei nani si organizzarono in un unico grande esercito per riappropriarsi di Nair. Tuttavia coloro che non credevano nell’ira di Trerar si diressero insieme ad umani, halfling ed elfi verso l’Isola Nuova, dove qualche anno dopo fondarono la Repubblica.

In circa cinquecento anni i nani di pietra, resistenti come la roccia ed ardenti come la fucina di Trerar, ristabilirono il proprio dominio sotto lo Scudo di Trerar e vissero un periodo di prosperità e nuovo vigore patriottico, ricacciando nei cunicoli più reconditi quei nani corrotti che erano i duergar. Purtroppo il cataclisma ha costretto questi due popoli ad abbandonare lo Scudo di Trerar; i nani di pietra adesso vivono ospitati dagli elfi bianchi nelle vecchie miniere di Eldarin, mentre i duergar hanno avuto in concessione dai drow una zona del sottosuolo di Darok.

I nani argentei, che hanno mantenuto la competenza nell’artigianato dei propri cugini di Nair, vivono in pace nella multirazziale Killian. Ora che gli scudi sono caduti, i nani di pietra bramano ardentemente di rimpossessarsi della propria dimora sotterranea, mentre i nani argentei seguiranno le strada che l’Era dei Draghi ha in serbo per Killian.

I duergar in mille anni hanno imparato ad interagire con gli altri popoli.



NANI DI PIETRA Modifica

  • Capacità Speciali: Scurovisione, Esperto minatore, Resistenza ai veleni, Resistenza alla magia, Combattere contro gli orchi, Combattere contro i goblin, Combattere contro i giganti, Affinità a un’abilità (Conoscenze), Competenza nelle armi (ascia da guerra)
  • Modifiche alle caratteristiche: +2 Cos, -2 Des
  • Classe preferita: Guerriero
  • Allineamento tipico: tipicamente neutrale tendenti al legale
  • Divinità prescelta: Trerar

Il Re Fabbro ed il suo popolo hanno abitato per millenni le caverne sotto lo Scudo di Nair, dono del loro dio, facendone un regno imponente sia militarmente che economicamente. Infatti la leggendaria abilità nell’arte dell’estrazione e lavorazione dei metalli fa si che gli i manufatti dei nani di pietra siano da sempre ricercati e in tutto Ero.

All'avvicinarsi del cataclisma, i nani di pietra ed il Re Fabbro furono chiamati ad una scelta difficile: rimanere a Nair sperando nella sorte o fuggire ad Eldarin, dove i buoni rapporti con gli elfi bianchi avrebbero garantito ai figli di Trerar protezione sotto lo scudo magico.

I nani più valorosi ed orgogliosi rifiutarono categoricamente la seconda possibilità, preferendo sfidare il destino pur di non abbandonare i grandi saloni di pietra di Nair, dove la storia di quel popolo si era forgiata e dove riposavano le spoglie di guerrieri leggendari.

Mentre il Re Fabbro conduceva la maggior parte dei propri sudditi (soprattutto femmine ed infanti) verso la Foresta d'Avorio, sotto lo Scudo di Trerar la birra scorreva a fiumi nelle taverne, dove i nani attendevano la propria sorte tra canzoni di guerra e racconti di antiche gesta.

Le miniere di Eldarin si rivelarono un rifugio angusto e provvisorio, ma con vigore i nani scavarono per farsi spazio e tramandare la propria cultura.


Tratti caratteriali


Molte razze accusano i nani di essere avidi taccagni, ma per loro le ricchezze sono la meritata conseguenza del duro lavoro e reputano gli altri invidiosi e scansafatiche; inoltre le ricchezze che accumulano vengono condivise con tutto il clan in momenti di crisi.

Grazie all’educazione ricevuta fin da piccoli i nani eseguono senza lamentarsi anche i lavori più faticosi. Possono impiegare mesi in un lavoro, ma quando l’hanno finito sono capaci di festeggiare per periodi altrettanto lunghi. Considerano il duro lavoro e le ricchezze i due piaceri della vita, ai quali spesso e volentieri aggiungono la birra (hanno la capacità di bere quantitativi di birra impensabili per le altre razze) e qualche testa mozzata di goblin ed orco (gli acerrimi nemici nei cunicoli delle montagne).

Sentono molto il senso di appartenenza alla propria razza e da millenni preservano le tradizioni ed i costumi; darebbero la vita per il Re Fabbro ed i rapporto con gli altri nani di pietra sono quasi fraterni.

I nani di pietra tendono a nascondere alle altre razze le proprie passioni e per questo vengono considerati rozzi, insofferenti e stranamente taciturni. Sono poco propensi alle risate o allo scherzo e sospettosi con gli stranieri, ma questa è solo una facciata perché risultano particolarmente generosi con i pochi che riescono a guadagnare la loro fiducia. Tra amici si lasciano andare a risate possenti quando sentono una buona battuta.

Il temperamento dei nani di pietra è ardente come una fucina e luminoso come una fiamma.

Purtroppo il triste destino toccato al popolo di Nair, che per la seconda volta nella sua storia è stato costretto ad abbandonare la patria, ha amplificato il loro rancore, che si tramuta in una rinnovata diffidenza e scontrosità verso gli altri.

I nani di pietra venerano Trerar e sono estremamente devoti ed orgogliosi di questo; lo considerano un padre e non perdono occasione di dimostrare come tutte le altre divinità siano rammollite a confronto.

I nani di Nair sono caratterizzati da allineamenti non-malvagi e tendenti al legale.


Relazioni


In generale i nani di pietra non vanno molto d’accordo con le altre razze ed hanno qualcosa da obiettare su ognuna di esse. I rapporti con gli gnomi sono buoni in quanto le due razze hanno convissuto per tanto tempo sotto le montagne dello Scudo.

I nani non vedono di buon occhio gli halfling per la loro invadenza e la scarsa propensione al lavoro. La diffidenza verso altre razze fa si che i rapporti con gli umani, la cui vita è troppo breve per guadagnarsi la completa fiducia di un nano, siano soprattutto di tipo commerciale. Verso i mezz’elfi un nano si comporta in base alla sua regione di provenienza.

Il rapporto con i drow è caratterizzato da un malcelato astio che nasce dall’appropriazione, secondo i nani indebita, delle rovine di Khardak (adesso Darok) seguita alla caduta del Primo Impero. Questo episodio, ormai lontano nel tempo, rimane nella memoria del popolo di Nair. Solo i duergar, nani di pietra corrotti, sono odiati più degli elfi scuri.

Tra nani e mezz’orchi vi è un rapporto esclusivamente commerciale: gli esponenti di tale razza non sono visti di buon occhio, anche se i nani ne riconoscono il valore in battaglia.

Il sentimento verso i cugini di Killian è un misto di indifferenza e disprezzo in quanto sono considerati motivo di vergogna di fronte a Trerar; inoltre la loro scelta di recarsi sull’Isola Nuova invece di combattere per riappropriarsi di Nair è vista come gesto di codardia e tradimento.

Vi è uno strano ed inusuale attrito nei confronti degli elfi bianchi (da sempre popolo amico dei nani) nato dal millennio di convivenza sotto lo scudo di Eldarin. Gli elfi hanno confuso il malumore dei nani esiliati con irriconoscenza; l’orgoglio dei due popoli ha fatto il resto, rendendo impossibile qualsiasi dialogo chiarificatore. I nani, seppur liberi di accedere al quartiere elfico, lo fanno solo per necessità.


Tratti razziali


I nani di pietra sono alti circa 140 cm, di costituzione forte e dallo spirito di ferro. I maschi sono leggermente più alti e notevolmente più pesanti delle femmine. La loro pelle è generalmente chiara ed i loro occhi sono neri. I capelli di solito sono neri, grigi o castano scuri, ma spesso i maschi guerrieri li rasano come dimostrazione di virilità. I maschi tengono in grande considerazione la loro barba e la curano con molta attenzione, talvolta anche le femmine, soprattutto quelle che intraprendono la carriera militare, si lasciano crescere la barba, di solito portata sotto forma di pizzetti acconciati in elaborate trecce. Sono considerati adulti a 50 anni circa e la durata della loro vita arriva fino a 400 anni.

Classi consigliate

I nani di pietra sono guerrieri valorosi e impavidi, e il fatto di dover prestare un servizio decennale nell’esercito di Nair esalta questa caratteristica. L’istinto combattivo di un nano sfocia talvolta nell’auto-apprendimento, dal quale nascono prodi barbari. Alcuni si specializzano nella caccia alle creature del sottosuolo e diventano abili ranger delle caverne.

I nani di pietra sono anche fedeli chierici di Trerar. Le armi preferite dei nani sono martelli o asce; un nano è legato alla propria arma in un modo quasi sacro in quanto è lui stesso a forgiarla bagnandola con il proprio sudore.

Negli abiti i nani di pietra rivelano marzialità ed orgoglio essendo spesso abiti di foggia militaresca. Se non vestono con abiti di stile militare, si possono spesso vedere nani vestiti con robusti e comodi abiti da lavoro fatti prevalentemente di cuoio. Anche i ceti sociali più alti ed importanti vestono in maniera semplice e si distinguono dai nani di rango inferiore sono per alcuni monili che denotano la loro carica.

Vedono con diffidenza la magia arcana, quasi come fosse una cosa malvagia o demoniaca e per questo non vi sono maghi o bardi tra i nani di pietra.




NANI ARGENTEI Modifica

  • Capacità Speciali: Scurovisione, Esperto minatore, Resistenza ai veleni, Resistenza alla magia, Combattere contro gli orchi, Combattere contro i goblin, Combattere contro i giganti, Affinità a un’abilità (Conoscenze), Competenza nelle armi (ascia da guerra)
  • Modifiche alle caratteristiche: +2 Cos, -2 Car
  • Classe preferita: Guerriero
  • Allineamento tipico: buono tendente al caotico
  • Divinità prescelta: Darak

Il Grande Disastro ha separato il destino dei nani argentei da quelli dei nani di pietra. I primi infatti si sono diretti verso l’Isola Nuova ed assieme agli altri profughi del Primo Impero hanno contribuito a fondare la Repubblica. Qui hanno continuato a lavorare i metalli e la loro abilità, contaminata dai diversi stili ed usanze degli altri popoli, ha prodotto eccellenti risultati.

La loro apertura mentale ha fatto sì che molti intraprendessero la carriera nel reparto di marina della Repubblica o diventassero ottimi guardiacaccia, allontanandosi così dalle abitudini dei nani di pietra. Questa progressiva diversificazione passa anche dalla religione: infatti i nani argentei riconoscono Darak come creatore di tutte le razze ed hanno abbandonato il culto di Trerar.

Con tenacia hanno affrontato il cataclisma, rimboccandosi le maniche ed aiutando a costruire una nuova Killian.

Tratti caratteriali

Rispetto ai loro cugini di Nair, questi nani sono molto più socievoli e meno propensi al duro lavoro (anche se vengono considerati tra i migliori artigiani di Killian), ma come loro sono grandi bevitori di birra. Sono più aperti nei confronti della altre razze e culture, amano fare nuove amicizie o anche soltanto dialogare con uno sconosciuto al tavolo di una taverna. Non sono però ingenui ed al di là di rapporti superficiali è molto dura conquistare la loro amicizia; chi ci riesce, può essere sicuro di avere accanto una persona disposta a sacrificare la propria vita per proteggerlo. Hanno profondo rispetto verso le istituzioni e la legge, ed anche una minima ingiustizia può scatenare la loro indole combattiva e renderli impulsivi. Sono avventurieri impavidi ma non avventati; chi non li ha mai visti in azione potrebbe considerarli spacconi, in quanto amano vantarsi delle proprie imprese con gli altri dimostrando la propria superiorità. Le divinità venerate dai nani argentei sono molteplici: gli artigiani pregano Trerar, i guaritori Elac ed i combattenti Cendar o Darak. Il Signore dei Draghi è comunque colui che annovera più fedeli, in quanto i nani argentei lo considerano creatore della loro razza. I nani della Repubblica sono caratterizzati da allineamenti buoni.

Relazioni

I nani argentei si sentono ormai parte del popolo multirazziale di Killian e per questo si pongono senza pregiudizi verso il prossimo. Sono socievoli con tutti i cittadini di Killian, indipendentemente dalla razza. Verso i forestieri c’è inizialmente un po’ di diffidenza, che si esaurisce non appena questo si dimostra una persona rispettosa e retta. Odiano i drow ed in generale disprezzano gli esseri di indole malvagia.

Tratti razziali

Molto simili ai cugini di Nair, questi nani differiscono da essi per il colore della pelle che è rosa scuro e talvolta ricoperta da tatuaggi. Al posto della barba preferiscono lunghi baffi ed i capelli sono spesso di colore chiaro e portati lunghi e raccolti in una coda o treccia. Le donne non si lasciano mai crescere la barba ma portano spesso pettinature molto vistose. Sono considerati adulti a 50 anni circa e la durata della loro vita arriva fino a 400 anni. Come molti altri abitanti di Killian, preferiscono abiti nei colori del mare e delle foreste.

Classi consigliate

I nani argentei hanno un’indole combattiva tale da renderli guerrieri possenti, al servizio della giusta causa. Come ranger pattugliano i territori boscosi e selvaggi oltre i confini di Killian. Alcuni nani di pietra diventano bardi, tenuti in grande considerazione dalla società per la loro profonda conoscenza delle leggende dei tempi antichi. Altri si dedicano alla vita religiosa e mettono la propria saggezza al servizio soprattutto del tempio di Darak. Pochi diventano maghi.




DUERGAR Modifica

  • Capacità Speciali: Scurovisione, Esperto minatore, Resistenza ai veleni, Resistenza alla magia, Combattere contro gli orchi, Combattere contro i goblin, Combattere contro i giganti, Affinità a un’abilità (Conoscenze), Competenza nelle armi (ascia da guerra) Affinità a un’abilità superiore (Muoversi silenziosamente), Affinità a un’abilità (Conoscenze), Affinità a un’abilità inferiore (Ascoltare), Affinità a un’abilità inferiore (Osservare), Incantesimo razziale (Ingrandire), Incantesimo razziale (Invisibilità), Sensibilità alla luce
  • Modifiche alle caratteristiche: +2 Cos, -2 Car
  • Classe preferita: Guerriero
  • Modificatore di livello: +1. I duergar avanzano lentamente
  • Allineamento tipico: malvagio tendente al caotico
  • Divinità prescelta: Yben

I duergar o nani del sottosuolo sono una sottorazza nata dalla mutazione genetica di quella piccola comunità di nani di pietra che, fedele a Trerar, rimase a Nair per onorare il dono del proprio dio (lo Scudo di Trerar).

La storia dei duergar iniziò a metà dell’Era delle Razze, in seguito alla grande migrazione dei nani di pietra verso il Primo Impero. L’esiguo numero di coloro che rimasero a Nair fu costretto, già dopo pochi anni dalla partenza dei fratelli, ad abbandonare la capitale del regno in quanto risultava troppo vasta per poter essere efficacemente difesa dagli attacchi sempre più frequenti di tribù di umanoidi.

Dimenticati dal mondo esterno, si barricarono a Dorwelg dove iniziarono una vita di continue lotte per la sopravvivenza, sia contro i mostri che infestavano i cunicoli sotterranei, sia contro la penuria di cibo vista l’impossibilità di salire in superficie se non con rischiosissime spedizioni. L’ormai totale assenza di commercio e le nuove priorità ridussero all’essenziale gli sforzi nell’arte della lavorazione dei metalli che si concentrarono su manufatti bellici.

Svilupparono invece la capacità di scavare cunicoli in modo veloce e pratico, attraverso i quali potevano aggirare i pericoli del sottosuolo.

Al ritorno dei nani di pietra sotto lo Scudo di Trerar, i duergar vennero cacciati dal loro vasto territorio sotterraneo e furono costretti a nascondersi nell’infinità di cunicoli che avevano creato.

Anche i duergar abbandonarono lo Scudo di Trerar durante il cataclisma, trovando un rifugio nelle grotte di Darok, concessegli dai drow in cambio di servigi vari.

Tratti caratteriali

Le abitudini ereditate dai nani di pietra si sono trasformate nel corso delle ere, adattandosi alla nuova condizione. I duergar si sono imbarbariti negli usi, perdendo numerosi valori (significato dell’onore, rispetto per la vita altrui, dedizione alla causa della comunità…) e facendo prevalere la legge del più forte. Il rispetto non è più rivolto verso colui che si dimostra fonte di saggezza e coraggio, bensì verso il più abile e feroce, che con la paura riesce a sottomettere gli altri. Non c’è rispetto né pietà per i deboli.

Truci e determinati, i duergar conducono vite spartane ed essenziali, scandite da fatica senza fine nei cunicoli del sottosuolo dove il cibo è scarso e va condiviso a suon di colpi d’ascia con altre creature malvagie.

I duergar sono burberi, schivi verso i non appartenenti alla propria razza ed industriosi; tengono molto alla propria autosufficienza in quanto vogliono dimostrare di essere superiori ai popoli che con minimo sforzo vivono in superficie.

Sono tra i migliori artigiani di prodotti bellici, soprattutto armature ed asce e di questo vanno orgogliosi, vantandosene ogni volta che possono. I nani grigi provano tutti il desiderio di schiavizzare ogni creatura che finisce nelle loro mani e quando ci riescono la costringono ai lavori forzati fino alla morte. I nani del sottosuolo sono anche scontrosi, burberi, violenti e ingrati. Coltivano rancore per tutta la vita e non smettono mai di segnare i torti subiti (reali o immaginati) che hanno ricevuto.

I duergar amano i luoghi chiusi e se proprio devono spostarsi all’aperto preferiscono farlo di notte, meglio se in assenza di luna. Sono molto golosi dei prodotti del mondo esterno, soprattutto cibi molto conditi o dolci.

L’involuzione della società portò anche all’abbandono del culto di Trerar (reo di aver abbandonato i propri figli ad un amaro destino), che si concretizzò con l’uccisione di tutti i suoi sacerdoti. Questa società, imbarbarita negli usi e costumi, aveva bisogno di un dio forte e spietato, un dio che incitasse i propri fedeli alla lotta cruenta per il territorio e che si dimostrasse generoso con coloro che vivevano nella violenza; per questo divennero seguaci di Yben.

Relazioni

Quando il cataclisma era ormai prossimo, i duergar compresero che perseverare nell’isolazionismo avrebbe condotto alla morte del loro popolo. Per questo hanno iniziato a interagire con le altre razze, primi fra tutti i drow con i quali hanno stabilito un accordo per poter vivere nelle loro gallerie.

Con le altre razze presenti a Darok ci sono rapporti di tipo commerciale e di convivenza pacifica se si escludono scaramucce varie. Alcuni di loro si inseriscono in altre società di Darok, ad esempio quella umana, lavorando come fabbri o mercenari; la loro ferocia è apprezzata dai comandanti che hanno il problema di gestire il loro carattere scontroso ed attaccabrighe.

Sono sempre molto sporchi e la poca cura per l’igiene, unita all’indole malvagia, li rende poco inclini a stringere legami con altre razze più civilizzate.

I duergar odiano i nani di pietra ed essendo generalmente ottusi, tendono ad odiare anche i nani argentei non capendone la differenza dai cugini di Nair. Un sentimento simile provano per gli elfi, che spesso non vengono neanche presi come schiavi ed uccisi immediatamente, perché ritenuti inutili e deboli.

Verso quelli della propria razza si comportano in maniera socievole anche se basta poco per scatenare risse e contese.

Tratti razziali

Per mimetizzarsi al nemico durante le azioni di guerriglia i duergar si cospargevano il corpo di polvere di carbone. Ciò garantiva loro giusta copertura anche durante le incursioni all’esterno che avvenivano solo di notte. Tale usanza si tramandò nei millenni, finché non avvenne quella mutazione per cui i neonati presentavano carnagioni più scure rispetto ai genitori. I duergar videro tale evento come un segno divino e da quel momento coloro che nascevano con la pelle chiara venivano uccisi, in modo da tramandare più velocemente la mutazione. Nel giro di mille anni l’intera comunità, ormai diventata un popolo, aveva la pelle nera come il carbone. Contemporaneamente hanno contratto una sorta di repulsione verso la luce del sole in quanto l’esposizione ad essa li rende parzialmente (ed alla lunga totalmente) ciechi.

Un duergar si discosta da un nano di pietra esclusivamente per il colore nero (tendente al grigio scuro) della pelle. Portano barbe lunghe, che sono prevalentemente di colori scuri (nero, castano scuro) e che diventano bianche in età senile. E’ difficile per un occhio inesperto riconoscere un maschio da una femmina perché anche Parlano un linguaggio che è una derivazione del nanico, ma i suoni risultano più bassi e sussurrati (l’eco infatti potrebbe rivelare la loro presenza ai nemici) simili a quelli propri della lingua drow.

Vestono con abiti scuri rinforzati con pezzi di corazza ed hanno sempre un arma al proprio fianco.

Sono considerati adulti a 30 anni circa e la durata della loro vita arriva fino a 350 anni.

Classi consigliate

Molti duergar sono violenti guerrieri ed hanno ereditato forza ed abilità dagli antenati nani. I più feroci sono barbari e vi sono anche ranger e ladri, in quanto è fondamentale sapersi muovere silenziosamente attraverso i cunicoli e cogliere di sorpresa il nemico. I chierici venerano esclusivamente Yben e rari sono gli stregoni. Non esistono duergar maghi in quanto la loro cultura barbara non contempla lo studio.

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